Reclame

venerdì 28 ottobre 2011

Ricerche. FEDELTA', ORGASMO, PARTNER: I LUOGHI COMUNI SFATI DALLA SCIENZA

Una ricerca americana mette in fila tutti i risultati degli studi sulle presunte differenze tra uomini e donne sulla sessualità sfatando luoghi comuni e pregiudizi.

Ecco il servizio di Sara Ficocelli, pubblicato su Repubblica.it 

Cesare Cremonini non è più l'unico a credere che gli uomini e le donne siano uguali: a fargli eco sono anche gli scienziati. Negli ultimi 20 anni, molti studi hanno dimostrato che, quando si tratta di sesso, maschi e femmine pensano e agiscono in modo simile.

I 'miti' del diverso approccio dei generi (lui più interessato al sesso, lei all'amore e così via) sono dunque destinato ad essere soppiantati dalla schiettezza della ricerca che, una volta tanto, vede i dati provenienti da più laboratori andar tutti nella stessa direzione.


Ad aver tirato le file di queste ricerche è l'Università del Michigan di Ann Arbor (Stati Uniti), con uno studio condotto dal dottor Terry Conley e pubblicato su Current Directions in Psychological Science, la rivista dell'Associazione per le scienze psicologiche.

L'analisi di Conley ha preso come primo punto di riferimento lo stereotipo che gli uomini pensano al sesso di più delle le donne, cercando riscontro della teoria in due decenni di ricerche sul comportamento degli esseri umani. Dopo aver notato che non esiste, a livello scientifico, nessuna conferma di questo mito popolare, Conley ha concluso che "le differenze di genere non devono esser prese alla lettera per quanto riguarda la sessualità", e ha poi demolito uno per uno sei luoghi comuni sul rapporto di uomini e donne con amore e sesso.

Il più diffuso è quello secondo cui gli uomini vogliono una compagna sexy e le donne un partner benestante. Che così non è, spiega Conley, lo ha dimostrato, nel 2008, uno studio della Northwestern University pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, che ha usato la formula dello 'speed dating', ossia degli 'incontri lampo programmati', per scoprire che, al momento di scegliersi, uomini e donne sono imprevedibili allo stesso modo, non seguono regole e spesso si sentono attratti da un partner che sulla carta non rispecchia nessuna delle proprie aspettative.

"Oggi le donne - spiega la psicologa sessuologa Francesca Romana Tiberi, presidente dell'Associazione iItaliana sessuologia e psicologia relazionale - tendono a costruirsi la propria identità puntando solo sulle proprie capacità e quindi non ricercano più un partner 'comodo' sul piano economico. Anche gli uomini dal canto loro stanno modificando questa tendenza alla ricerca della partner sexy: la donna avvenente non è più sufficiente, cercano una compagna in grado di offrire un reale supporto".

Altro luogo comune sfatato è che i maschi siano promiscui e le donne monogame. In effetti i primi, se interrogati sull'argomento, affermano di praticare il sesso più spesso e con più partner rispetto alle seconde. Tuttavia, uno studio condotto nel 2003 dagli psicologi Terri Fisher dell'Ohio State University e Michele Alexander dell'università del Maine ha rivelato che queste differenze sono dovute al fatto che le donne non sempre rispondono onestamente alle domande sul sesso.

"Sono sensibili alle aspettative sociali riguardo al loro comportamento - spiega Fisher - e potrebbero non essere del tutto oneste se interrogate sulle proprie abitudini sessuali". Il presidente dell'Istituto italiano di sessuologia scientifica Fabrizio Quattrini spiega: "Oggi uomini e donne hanno uguali desideri ma i primi continuano a pavoneggiarsi delle possibili conquiste, mentre le seconde furbamente collezionano esperienze tenendole tutte per sé. Gli uomini stereotipicamente restano agganciati al desiderare più donne (solo nel pensiero) ma poi difficilmente si vedono all'interno di un tradimento, mentre le donne, pur non promuovendo una campagna a favore delle conquiste, sono le prime a confessare eventuali tradimenti".

Secondo uno studio della Ohio State University di Mansfield, anche quella che gli uomini pensano al sesso ogni sette secondi sarebbe una leggenda metropolitana. Gli studenti universitari, scrivono gli scienziati, fantasticherebbero sul coito appena 18 volte al giorno (contro le 10 delle donne) e ci penserebbero con la stessa frequenza con cui rimuginano su cibo e sonno. Dunque sarebbero, a detta degli studiosi, più salutisti che sessuomani. "In effetti però - precisa la Tiberi - gli uomini sono più portati a pensare al sesso, perché nel sesso maschile ciò non è collegabile ad alcun moralismo. Per gli uomini è possibile avere pensieri sessuali senza vivere sensi di colpa. Nelle donne questa libertà ancora non esiste".

L'analisi di Conley e colleghi ha anche sfatato il mito della problematicità dell'orgasmo femminile, ricordando uno studio pubblicato nel libro "Families as They Really Are" (W.W. Norton and Co., 2009) e condotto chiedendo a 12.925 persone di parlare della propria vita sotto le lenzuola: dalle risposte è emerso che nelle relazioni stabili le donne nel 79% dei casi raggiungono il piacere tanto quanto l'uomo. Tuttavia, sottolinea la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, presidente della Sipsies, Società internazionale di psichiatria integrativa e salutogenesi di Roma, è pur vero che "le donne hanno fisiologicamente meno orgasmi degli uomini, in parte per una questione anatomica ed in parte per una questione psicologica".

Penultimo mito da sfatare: secondo la tradizione, il sesso occasionale piacerebbe più ai maschi che al gentil sesso. Falso anche questo. In un esperimento condotto nel 1989 dai ricercatori Rusell Clarck ed Helaine Hatfield era stata provata l'esistenza di una differenza di genere nella risposta agli approcci casuali (il 75% degli uomini avvicinati da una sconosciuta avevano acconsentito alla possibilità di farci sesso, mentre la percentuale di donne "disponibili" all'avventura di una notte con uno sconosciuto era dello 0%), e questa differenza poteva essere spiegata, secondo i ricercatori, col fatto che donne e uomini attribuissero, per motivi psico-biologici, un significato diverso alla cosa.

Secondo Conley invece le donne dicono di no solo perché sono più selettive: saprebbero insomma riconoscere a vista d’occhio un partner sessualmente poco soddisfacente. Questo comportamento, spiega lo studioso, ha origine nella loro minore capacità di raggiungere un orgasmo, il quale dipende in gran parte dalle doti amatorie dell'uomo. La 'Pleasure Theory', dunque, dice che uomini e donne agiscono entrambi in base alla ricerca dell'occasione in cui provare il massimo piacere. "E' sempre un gioco delle parti", precisa la Lucattini. "Le donne sono spesso molto attive nell'essere 'cacciate' e far sentire l'uomo 'predatore'. Vi è in loro un grande piacere nel gestire e organizzare dietro le quinte l'occasionalità delle relazioni maschili, facendo apparire le proprie molto più stabili di quello che non siano in realtà".

Infine, la capacità di scegliere accuratamente il partner e conquistarlo, fin qui riconosciuta più alle femmine che ai maschi. Nel 2009 Eli Finkel, ricercatore della Northwestern University, ha invece dimostrato su Current Directions in Psychological Science che entrambi i sessi sono abili a costruire il rapporto con la persona desiderata, autoimponendosi piccoli sacrifici e attuando il cosiddetto 'effetto Michelangelo', ovvero il raggiungimento dell'intesa a colpi di scalpello, come si fa con una scultura.

Secondo la ricerca, uomini e donne sarebbero dunque entrambi esigenti, perseveranti e pignoli quando si tratta di scegliere il partner, e lo scettro di 'cacciatrici perfette' non spetterebbe alle rappresentanti del sesso femminile.

"Fin dall'adolescenza però - conclude la Lucattini - le donne si addestrano nella ricerca del compagno migliore, sia sessuale che sentimentale, e sono estremamente attive nella caccia dell'uomo giusto. Una volta scelto, sono bravissime a suscitare il suo interesse e a condurlo a sé, attraverso una seduzione spesso non vistosa ma per questo non meno efficace".  Qualcosa di attendibile nei luoghi comuni, dunque, c'è. Come diceva Voltaire, "Se abbiamo bisogno di leggende, che queste abbiano almeno l'emblema della verità.Sono presenti 0 commentiVisualizza tutti i commenti

giovedì 27 ottobre 2011

Sponsorizzazioni creative. CONTRO LA CRISI DIVISE FIRMATE PER I VIGILI URBANI DI NAPOLI

L'Unione Industriali di Napoli "avvierà un'attività di sensibilizzazione del mondo imprenditoriale napoletano e nazionale per assicurare al Corpo della Polizia Municipale, nel 2012, l'opportuna e completa dotazione delle divise e delle armi di ordinanza".
Lo prevede un accordo firmato dall'assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli, Giuseppe Narducci, e dal presidente dell'Associazione imprenditoriale, Paolo Graziano.
La fornitura si rende necessaria per le esigenze del Corpo, considerando che l'ultima dotazione di divise risale al 2006 e attualmente vi sono circa 600 agenti privi di adeguato vestiario.

mercoledì 26 ottobre 2011

Lingua italiana. ADOTTA UNA PAROLA, GRAN SUCCESSO DELL'INIZIATIVA LANCIATA DALLA DANTE ALIGHIERI


La Rete si mobilita per la campagna in favore della lingua italiana promossa sul proprio sito www.ladante.it dalla Società Dante Alighieri in accordo con quattro dei più importanti dizionari dell’uso dell’italiano contemporaneo - Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli -: a poco più di una settimana dal “lancio” di “Adotta una parola”, sono oltre settemila i lemmi adottati da scuole, studenti, docenti o semplici simpatizzanti, italiani e stranieri. Una bizzarria? «No - spiega il linguista Massimo Arcangeli, curatore del progetto e Responsabile scientifico del PLIDA -, piuttosto un’opportunità perché parliamo anche di diversità culturale e la lingua, indubbiamente, ne è parte integrante. Adottare una parola può costituire una vera e propria missione civile e culturale, oltre a rappresentare un modo di ridare senso ai tanti piccoli gesti simbolici di cui si ha sempre bisogno». Una missione che finora sembra aver conquistato gli aspiranti nuovi “custodi” della nostra lingua.

martedì 25 ottobre 2011

Scaffale. SOLDI RUBATI di Nunzia Penelope

In tempo di ruberie, sprechi e caste, segnalo l'eccellente lavoro di Nunzia Penelope, la prima vera inchiesta sui devastanti costi dell'illegalità in Italia. "Soldi Rubati”, edito da Ponte delle Grazie, è un libro che cade a pennello in questo drammatico momento per il Paese. 

Poiché i numeri sono eloquenti, basta riportarne alcuni evidenzianti dalla Penelope. 


Dicono che “Soldi Rubati” dovrebbe essere adottato in tutte le scuole della Repubblica come testo di Educazione Civica. D'accordo perché ci sono tutte le ragioni per indignarsi.
900 milioni i tagli della finanziaria alla giustizia.
Ciascun contribuente in regola paga 3.000 euro l’anno in più a causa dell’evasione;
Negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato tasse maggiori per 870 miliardi di euro;
L’evasione accertata, ma non recuperata, ammonta alla stratosferica somma di 450 miliardi di euro;
L’Italia riscuote solo il 10,4 per cento dell’evasione. La Romania ben il 64 per cento!
Il lavoro nero produce una ricchezza che ammonta a 154 miliardi, pari al 7 per cento del Pil;
Quasi 3 milioni di lavoratori in nero nel 2009;
I morti del lavoro ci costano 43 miliardi l’anno, pari al 3,21 per cento del Pil;
Ci vorrebbero 25 miliardi di euro per rimettere a norma il territorio italiano, mentre il fatturato datato 2009 delle ecomafie è di 20,5 miliardi;
L’industria del falso sottrae 130.000 lavoratori all’economia regolare arrecando un danno di 18 miliardi di euro;
Ammonta a 35.000 euro annui la tassa tangente e debito per ogni cittadino;
600 milioni di euro il valore delle truffe nella sanità l’anno scorso;
L’indebitamento dei comuni e province ammonta a 62 miliardi di euro. Ossia 1.300 euro a persona e 4 punti di Pil;
36 miliardi l’esposizione degli enti locali sui prodotti finanziari derivati;
500-700 miliardi di euro lo stock di capitali italiani nascosti all’estero;
37.000 le segnalazioni di operazione sospette di denaro arrivate alla Banca d’Italia nel 2010;
Il peso delle diverse mafie pesa per il 10 per cento sul Pil nazionale;
20 miliardi provengono dalla sola usura;
La sgradita presenza delle organizzazioni criminali è costata tra il 1977 e il 2007 la perdita di 15-20 punti di Pil pro capite;
268 milioni il costo delle intercettazioni nel 2009;:
16 miliardi di patrimonio complessivo dei beni confiscati alle mafie al gennaio 2011;

lunedì 24 ottobre 2011

ADDIO SIC

"Tutti avremmo voluto avere i tuoi riccioli..."

Gene Gnocchi, il Rompipallone - Gazzetta dello Sport, 24 ottobre 2011